L'uomo senza casa torna a Malvaglia

«Le volpi lo seguivano con occhi attenti, nascoste nel folto dei cespugli o addosso al tronco di un castagno secolare. E la neve danzava senza fermarsi mai davanti agli occhi di Contini e lui sapeva che le volpi erano lì, da qualche parte, e quello era il suo bosco, era la sua storia.»
Nel blog, potete leggere cliccando qui un articolo sulla ristampa, dove si racconta l’atmosfera del romanzo. C’è anche una divagazione narrativa dove si raccontano i legami fra le case sepolte nel lago di Malvaglia e gli antenati dell’autore… Cliccate qui per scendere sotto il lago…


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