Uno splendido inganno

Guanda , 2013

Segreti, inganni e colpi di scena a Zurigo, a Milano e nella Svizzera italiana. Per una volta senza Elia Contini, il resoconto di un’intensa passione e – allo stesso tempo – di un colossale imbroglio.

«Tra suspense e ironia, “Uno splendido inganno” racconta una storia nera d’amore e di truffa che conferma un grande talento.»
Marco Vichi

Guido Moretti è un uomo onesto, integerrimo, e ha sempre svolto in modo ineccepibile le sue mansioni di contabile, prima in Italia e poi nella Svizzera italiana. Un giorno la stazione di servizio dove lavora, vicino alla frontiera, viene rapinata. Nessuno si fa male, ma Guido – e soltanto lui – nota un dettaglio, un piccolo fatto che non lo lascerà più in pace. Di lì a poco va in pensione. Cominceranno giornate monotone di passeggiate e partite a carte? Nemmeno per idea. Nella sua vita regolare s’insinuano gli occhi e la figura provocante di Karin, una bella truffatrice di professione. Si sarà davvero innamorata di Guido? E se così non fosse, allora che cosa vuole da lui? In una Zurigo ricca e pulita, nella quale i vizi sono nascosti sotto i prati ben tosati delle ville, e poi sulla riva placida di Ascona, con puntate a Milano, Andrea Fazioli dà vita a un giallo insolito con al centro i temi, più che mai attuali, della verità e della menzogna, della realtà truccata. Il perbenismo danaroso veste abiti eleganti sotto cui battono cuori molto ambigui, e i truffatori veri sono forse più limpidi, nei loro imbrogli simili a giochi di prestigio, degli austeri borghesi che collezionano soldi, residenze e quadri d’autore. E sanno esercitare una sottile forma di violenza nelle loro danze di riunioni e cocktail in riva al lago…

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«L’Operazione. Così chiamavano il colpo che avrebbe finalmente dato un senso alla loro esperienza. Vanessa era riuscita a trovare dei compagni capaci di attenersi a un copione, ma anche d’improvvisare. In pochi minuti sapevano creare una realtà alternativa.»

«Guido non sapeva bene se parlassero di affari o di amore. Ma forse in certi casi è difficile distinguere le due cose.»

«In quel momento gli venne un dubbio. Durò soltanto un paio di secondi, ma non fu piacevole. Che cosa sto cercando, ad Ascona, o da cosa sto scappando? Fu come se un’ala nera avesse oscurato il sole, come se negli angoli vuoti di quell’appartamento ci fosse qualcosa di cattivo, qualcosa che aspettava di fargli del male.»

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